F1 – La leggenda dell’Alfa Romeo nel motorsport

UN MITO CHE RITORNA – La storia dell’Alfa Romeo e la Formula 1 ha radici profonde nei libri di storia della categoria regina del motorsport. La casa milanese si può griffare di quelli che rappresentano i primi due titoli mondiali del neonato campionato di F1: Il mondiale del 1950 di Nino Farina e il mondiale 1951 vinto dall’argentino Juan Manuel Fangio. L’Alfa non era nuova a queste vittorie, il reparto appositamente creato dalla casa italiana, per seguire le competizioni dell’epoca, era lo storico reparto chiamato, Alfa Corse. Fondato nel 1938 sotto la gestione di un certo Enzo Ferrari.

 

I primi modelli d’automobili nati dalla neonata A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabrica Automobili) l’Alfa 24 HP (1910) e l’Alfa 15 HP (1911)

Il reparto corse si occupava della progettazione, realizzazione e manutenzione delle Alfa da competizione, per gestire al meglio quello che la casa milanese portava avanti dai primi del Novecento: Vincere le grandi classiche di quell’epoca pioneristica, futuro  dell’attuale motorsport moderno.

UN PALMARES LEGGENDARIO –  Una serie impressionanti di vittorie e trofei è quello che ha contraddistinto l’Alfa dell’epoca: Targhe Florio di cui sei consecutive tra il 1930 e il 1935; Le Mille Miglia, nel quale dominò tutte le edizioni tra il 1928 e il ’38, a parte la vittoria della Mercedes nel 1931; E per finire, quattro edizioni consecutive (1931-1934) della 24h di Le Mans. L’Alfa Romeo all’inizio degli anni ’40 era già un mito indiscusso nelle competizioni regine dell’epoca. Piloti leggendari che ancora oggi vengono ricordati come dei “cavalieri del rischio” senza paura e con un talento fuori dal comune per spingere con questi mezzi dell’epoca.

L’Alfa Romeo 8C (denominazione per il motore 8 cilindri) è una delle vetture Alfa più famose della storia della casa milanese, progettata dallo storico progettista, Vittorio Jano. La versione 8C 2300 montava un motore di 2300 cm cubici di cilindrata, fu concepita inizialmente solo per le gare. Vinse le più grandi competizioni automobilistiche dell’epoca, continuando il dominio con i modelli successivi fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

UN CAMPIONATO MONDIALE – Chiusa la tragica parentesi del conflitto mondiale, le case automobilistiche, ricominciarono una lenta ma costante rinascita a livello produttivo e umano. Le corse nel singolo evento, come la Indy 500 negli Stati Uniti o la 24 Ore di Le Mans, non bastavano più. Si decise cosi di riunire una serie di eventi automobilistici in circuiti permanenti e non in un unico campionato a livello planetario: Nacque così, la Formula 1.

Alfa Romeo si trovò pronta a una simile competizione, soprattutto per l’esperienza accumulata nelle decadi precedenti. Conquistò il primo storico Gran Premio corso a Silverstone nel 1950 e, il primo campionato mondiale nel medesimo anno con la leggendaria Alfa 158 detta “Alfetta” e Giuseppe “Nino” Farina.

Nel 1951, L’Alfa Romeo bissa il titolo mondiale con l’Alfa 159 e Juan Manuel Fangio, quello che diverrà uno dei piloti più forti e titolati di ogni epoca, dopo una lotta mondiale entusiasmante contro la Ferrari di Alberto Ascari. L’Alfa Romeo, vince il suo ultimo Gran Premio in F1 fino ai nostri giorni, proprio con il pilota argentino nel GP di Spagna 1951 a Pedralbes, conquistando il suo primo titolo mondiale e la decima e ultima vittoria per la casa milanese nella massima Formula.

GP di Spagna 1951 – Juan Manuel Fangio taglia il traguardo da campione del mondo di F1 1951. Per l’Alfa Romeo è l’ultima vittoria iridata e l’ultimo GP vinto in campionato fino ai nostri giorni.

 

 

L’Alfa Romeo 159 che conquistò il titolo mondiale di F1 con Fangio, su 8 GP disputati ne ha vinti 5 e ottenuto 5 pole position e 7 giri veloci. 

IL PRIMO RITIRO E IL RITORNO – La dirigenza dell’Alfa era ormai paga dei risultati ottenuti e quasi a sorpresa, decise di lasciare il mondo delle corse al termine della stagione 1951. Si dovranno attendere venticinque anni (1976) per rivedere lo storico marchio del biscione su una monoposto di F1, quando la Brabham di Bernie Ecclestone e Calisto Tanzi, chiusero una collaborazione di fornitura di motori con il potentissimo 12 cilindri da 500 cv della casa italiana. L’esperienza non fu delle più fortunate per l’Alfa e, dopo un tentativo di ritorno come costruttore in proprio fino alla metà degli anni ’80, ad Arese, decisero che era il momento di accantonare ancora una volta la storia con la Formula 1.

La Brabham – Alfa Romeo BT45 (in alto) di Carlos Pace del 1975; L’Alfa Romeo 179 (in basso) di Bruno Giacomelli usata in numerose varianti dalla casa italiana tra il 1979 e il 1982. A fine campionato 1985, arriverà il secondo ritiro dalla F1.

UNA NUOVA SFIDA PER IL BISCIONE – Ed eccoci giunti al presente: la sponsorizzazione come main sponsor alla casa elvetica Sauber nel 2018 e, l’annuncio del 1° febbraio 2019 con la nuova denominazione in “Alfa Romeo Racing”, con i piloti, Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi. Un percorso che piano piano sta portando la casa milanese a rientrare a tempo pieno nel mondo della F1. Auguriamo il meglio all’Alfa Romeo per questa nuova sfida che l’attende in questa nuova epoca. Noi personalmente non vediamo l’ora che arrivi il 18 febbraio, quando saranno tolti i veli alla nuova nata del biscione.

 Il nuovo logo della Scuderia italiana al rientro in Formula 1 dopo trentaquattro anni d’assenza. 

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