Formula Wrestling: La F1 del nuovo corso

Il Sabato Brasiliano ci regala l’82esima pole position per Lewis Hamilton e un’altra pioggia di polemiche dopo l’ennesimo pasticcio da parte dei commissari FIA.

MADE IN USA – Fermi tutti. Non si sta cercando di aiutare nè Mercedes, nè Lewis Hamilton. Ormai non ne avrebbero bisogno. Noi vogliamo credere che al comando di questo sport, ci sia gente che sappia quello che fa. E la strada, l’impronta che si vuol dare al vecchio circo, sembra ormai palese.

Il passaggio di proprietà all’americana Liberty Media, ha da subito destato le paure di chi vedeva una F1 marchiata dal classico stile “americano”, dove lo show fa da padrone.Il tipo di show che vogliono proporci, sembra proprio seguire il classico copione dei reality show americani. Discussioni, litighi, polemiche, colpi di scena, provocazioni, il “cattivo” di turno che la fa sempre liscia.

Aizzare le folle, mettere l’uno contro l’altro persone e cose.  E’ chiara la volontà di cavalcare l’onda della “Mercedes intoccabile”, “Mercedes mai punita”. E’ un tema che crea tante discussioni, anima le folle, crea visibilità su social e media del settore. In pochi stasera avrebbero commentato l’ennesima pole position di Hamilton. E invece siamo tutti qui a parlare dell’ennesima penalità mancata dell’inglese.

NON TOCCATE IL MONDIALE – Per l’ennesima volta, va ribadito un concetto. Il mondiale di Lewis Hamilton è strameritato, ed è da stupidi pensare che la questione cerchi forati o le penalità mancate, abbiano cambiato le carte in tavola. Il punto è un altro: Liberty Media sta lentamente trasformando la F1 nel più classico dei show americani: Il Wrestling.

COERENZA PORTAMI VIA  –  Non si può usare il buonsenso a piacimento. Se hai deciso di usarlo, usalo con tutti. Non per alcuni si, per taluni no. Una soluzione tecnica è irregolare ? Bene, resta irregolare. Il giudizio non può cambiare da Gran Premio a Gran Premio, in un’ incertezza da torneo di calcetto della parrocchia.

 

Oggi Lewis Hamilton non meritava neanche una reprimenda? Va bene, benissimo. Allora devi usare lo stesso metro di giudizio e “buon senso” anche in altre occasioni. E invece:

  • Gp Germania – Q1 – Hamilton spinge la sua Mercedes dopo un problema alla PU – nessuna azione
  • Gp Germania – Gara –  Hamilton taglia la corsia di ingresso box e rientra in pista – reprimenda
  • Gp Belgio – Prove Libere – Bottas spinge fuori pista Vandoorne, provocando un incidente – nessuna azione
  • Gp Austria –  Q2 – Vettel penalizzato per aver “ostacolato” Sainz( Sainz era già qualificato..)
  • Gp Ungheria – Bottas “punta” la ruota di Sebastian Vettel in fase di sorpasso, toccandola – nessuna azione
  • Gp Giappone – Hamilton percorre la pit lane senza guanti – nessuna azione
  • Gp Austin – Libere – Vettel viene penalizzato per non aver rallentato “abbastanza” in regime di Bandiera rossa. (In una pista allagata e deserta).
  • Gp Brasile – Hamilton ostacola Raikkonen e Sirotkin – nessuna azione
  • Gp Brasile – Vettel penalizzato con 25 mila euro per non aver spento il motore in fase di controllo peso

Senza contare poi la gestione tecnica, con Ferrari richiamata addirittura a modificare i propri specchietti e costantemente esaminata nella zona Power Unit. Mentre la questione cerchi “forati” Mercedes e le gomme Pirelli con battistrada ridotto(volute da Mercedes) hanno avuto una gestione al dir poco grottesca.

FA MALE – La F1 non è mai stata perfetta, ha sempre avuto una componente “show” e le sue zone d’ombra. Ma in qualche modo l’equazione è rimasta sempre “bilanciata”, non s’è mai avuta la percezione che qualcosa venisse affrontato in modo poco attento o rocambolesco.Tutte queste incertezze, incoerenze, non fanno che alimentare dissapori, polemiche, astio. In un mondo che a differenza di altri,  ha sempre saputo contenerlo.

Ci chiediamo nuovamente. E se tutto ciò fosse voluto ?

Non possiamo fare altro che augurarci un Gran Premio del Brasile pieno di emozioni e di bei momenti di F1, quella vera. Che possa allontanare via, per un attimo, la grande paura di non rischiare di non riconoscerla più.

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