F1 – Ferrari SF90: un’ala per spiccare il volo

Dalla presentazione delle monoposto e dai test di Barcellona fino ad oggi, uno degli argomenti aerodinamici più gettonati del Campionato di Formula 1 2019 è sicuramente quello relativo all’ala anteriore.
[Leggi le clamorose previsioni di Toto Wolff sulle prestazioni della Ferrari].

Su questo punto, i regolamenti 2019 hanno limitato pesantemente la fantasia dei progettisti. Infatti, un’ala anteriore 2019, rispetto ad una 2018,  appare aerodinamicamente più semplice. In pratica sono state abolite le tutte le appendici aerodinamiche a sbalzo nella zona esterna, particolarmente utili a deviare i flussi che impattano sulle gomme anteriori, nonché direzionare in modo più semplice i flussi verso il posteriore e verso le prese di raffreddamento dei freni.

La direttiva dei regolamenti 2019 è sintetizzata in maniera semplificata nell’immagine di seguito.

La Ferrari, con Raikkonen, aveva eseguito dei test aerodinamici, rimuovendo le appendici vietate nel 2019,  nelle prove libere del gran premio di Abu Dhabi, come possiamo notare nella foto a seguire.

In questo 2019 “sembra” che i progettisti abbiano “voluto/dovuto” scegliere se generare il carico anteriore attraverso la parte interna dell’ala (Ferrari), esterna (Mercedes), oppure se generarlo in maniera uniforme attraverso tutta la superficie (Haas).

 

Ma andiamo al sodo. Non ci soffermeremo ad analizzare le soluzioni aerodinamiche delle varie scuderie, piuttosto cercheremo di capire quali sono i motivi che hanno spinto i team in una direzione, anziché in un’altra.

Quel virgolettato che avete letto poco sopra, (“sembra” e “voluto/dovuto“) vuole mettere in evidenza la possibilità che  – a mio avviso – i progettisti siano stati costretti a tali scelte per via del progetto originario della monoposto 2018.

Vediamo perchè.

Questa sopra è un’immagine che mostra a sinistra la SF70H del 2017 e a  destra la SF71H del 2018. Vi invitiamo ad osservare 3 particolari:

  1. la conformazione dell’ala anteriore
  2. la posizione dei bracci delle sospensioni
  3. la posizione delle bocche dei radiatori in prospettiva rispetto alle sospensioni

Si può notare come l’ala generi molto carico dalla parte interna. Inoltre, si presume che il flusso deviato scavalchi i bracci delle sospensioni per andare ad alimentare le bocche dei radiatori. Abbastanza ovvia sembra anche la disposizione delle prese d’aria dei freni in funzione della linea dei flap dell’ala.

Adesso andiamo a dare un’occhiata nuovamente alla vettura 2019, stavolta paragonandola alla 2018.

In pratica, in funzione dei regolamenti 2019, i progettisti della rossa non hanno avuto alcun “fastidio” nella gestione dei flussi della parte interna dell’ala rispetto alle monoposto precedenti. Questo ha comportato pure una certa libertà nel disegno della parte esterna dell’ala, che non dovendo essere adibita a generare carico aerodinamico è stata disegnata per pulire i flussi e/o la gomma. Non a caso dalle immagini dei test si nota come l’usura sulle gomme anteriori della Rossa sia molto più regolare rispetto ad altri team.

Passiamo adesso alle frecce d’argento, e diamo un’occhiata all’auto 2018 ricordando i 3 particolari da osservare.

  1. la conformazione dell’ala anteriore
  2. la posizione dei bracci delle sospensioni
  3. la posizione delle bocche dei radiatori in prospettiva rispetto alle sospensioni

Già da questa immagine del 2018 è evidente come il concetto aerodinamico dei campioni in carica sia diametralmente opposto a quello dellla Rossa. I flussi raggiungono le bocche dei radiatori attraverso la parte bassa centrale della monoposto anche attraverso il sollevamento di tutti i bracci delle sospensioni, il cui elemento caratterizzante è stato il famoso bracket progettato a tal fine.

Notare il sollevamento del braccio superiore della sospensione attraverso la “prolunga” del bracket.

Sembra abbastanza scontato che un’ala  progettata come quella della Rossa direzionerebbe a spingere i flussi proprio su tutto il complicato sistema di bracci delle W08/W09/W10 rendendo quasi impossibile l’alimentazione dei radiatori.

Inoltre se guardiamo la Mercedes W10 nell’immagine di seguito ci rendiamo conto di quante modifiche siano state fatte dal punto di vista aerodinamico rispetto alla scorsa stagione.

Insomma, si vedrà se l’ala anteriore in configurazione Ferrari darà dei vantaggi. E in tal caso, non sarà facile da parte degli altri team seguire il trend. Anzi, proprio la Mercedes molto probabilmente dovrebbe modificare gran parte dell’anteriore, sospensioni comprese.

Se poi consideriamo che il tutto si debba fare senza poter scendere in pista direi che sarà quasi impossibile. Ciò nonostante Mercedes ci ha abituati a sviluppi pazzeschi a stagione in corso e addirittura si vocifera già di una versione rivoluzionata nel concept per il GP di Spagna.

Insomma, sulla carta sembra proprio che l’ala della Rossa di Maranello sia quella che le farà spiccare il volo nel campionato F1 2019 nella lotta con gli altri team. E voi credete che sia finalmente la volta buona per la Scuderia italiana? Diteci la vostra!

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